Cosa visitare a Como in 1 giorno? Scopri la città con una guida turistica ufficiale
Como cosa visitare: ecco le 5 tappe imperdibili
Poche volte nella mia vita mi sono concessa il lusso di visitare un luogo accompagnata da una guida turistica locale.
Sono più una turista fai-da-te, di quelle che, con piantina e guida cartacea alla mano, si aggira per la città ed esplora il territorio sulla spinta dell’improvvisazione.
Eppure, è bello concedersi almeno ogni tanto il piacere di essere accompagnati tra le bellezze di un luogo da una persona esperta.
Ciao, sono Marta, Local Blogger del Lago di Como! Ti serve una mano per organizzare il tuo viaggio? Scopri il mio servizio di Travel Designer!

Tutto quello che bisogna fare è ascoltare. Sarà lei a occuparsi della selezione delle cose da visitare, a condurti da una via all’altra e a spiegarti ciò che di solito è scritto su opuscoli, didascalie e così via.
Quello che resta è il piacere di lasciarsi incantare dalle bellezze che si ammireranno.
Per questo non ho esitato neppure un attimo quando ho ricevuto l’invito di Daniela Rampoldi a seguire la sua visita guidata di Como al seguito di un arzillo gruppo di francesi!

Tour di Como con la guida Daniela
Per me è stato come visitare la città per la prima volta!
Ma cosa visitare dunque a Como?
Ecco cosa consiglia di visitare a Como la guida!
1# Piazza Cavour
Piazza Cavour è il punto perfetto da cui partire. Lì, quasi fosse il salotto di casa, Daniela dà il benvenuto ai suoi ospiti, rompe il ghiaccio e fa le presentazioni della città, fondata da Giulio Cesare in persona tra il 59 a.C. e il 49 a.C.

Edifici affacciati su Piazza Cavour
Attorno alla piazza la vita scorre tranquilla ai piedi di eleganti facciate di palazzi e alberghi. Davanti si apre invece il lago, circondato dalle sue belle montagne.
Grazie alla guida si va oltre a quello che si vede e si scopre che in passato qui sorgeva il porto della città.
Questo fatto spiega perché, dopo abbondanti piogge, il lago esonda facilmente in quel punto. Non fa altro che cercare di riprendersi uno spazio che gli apparteneva da sempre.
Questa piazza, circondata da bar, gelaterie e rinomate caffetterie, è anche il luogo ideale per capire meglio la conformazione del lago e la struttura della città, prima di addentrarsi tra le sue vie.
2# Piazza Volta
Dopo le presentazioni si entra nel vivo del tour, si inizia ad esplorare e si comincia a conoscere da vicino i luoghi e i personaggi che hanno fatto la storia di questa città.

La piazza in inverno

Piazza Volta
La piazza dedicata ad Alessandro Volta è il pretesto perfetto per presentare questo illustre personaggio comasco, inventore della pila. Si tratta senz’altro di un altro luogo imperdibile durante la tua visita della città.
A Como, affacciato sul lago, c’è anche il Tempo Voltiano, da vedere se la storia del famoso scienziato ti incuriosisce.
Anche la guida ne parla, così come di altre attrazioni della città che, per ragioni di tempo, non sono comprese nel tour. In questo modo di sicuro stuzzica la curiosità di noi che la ascoltiamo, facendoci venire voglia di tornare presto, per vedere il resto.
Ottima mossa di chi sa fare bene il proprio lavoro.
3# La Cortesella
Questa è una vera chicca, un luogo ben noto a chi vive qui, ma molto meno a chi è di passaggio.

La Cortesella
Si trova proprio alle spalle di Piazza Volta ed è il quartiere della città che anticamente, assieme a Piazza Cavour o meglio al porto, costituiva il cuore commerciale di Como.
Aggirarsi tra le sue vie, cullati dai racconti di Daniela, aiuta ad immaginare come doveva essere in passato questo quartiere, oggi per buona parte demolito e ricostruito ex novo, e a vedere con altri occhi quelle che altrimenti ci sembrerebbero semplicemente delle belle facciate di normalissime abitazioni.
4# Il Duomo

Ingresso principale del Duomo
Altra meraviglia assolutamente da visitare a Como è, ovviamente, il suo Duomo.
Mai come per questa tappa aver avuto un’accompagnatrice che guidasse il mio sguardo ha fatto la differenza!
Grazie alla guida è stato semplice capire su cosa soffermare l’attenzione tra i tanti tesori custoditi nella cattedrale.
Ecco che allora le decine di decorazioni della facciata prendono forma e la lettura delle singole figure permette di comprendere il messaggio raffigurato, ossia il passaggio dalla vita terrena alla Resurrezione.
E per gli interni è lo stesso.
L’occhio prima viene guidato a notare la pianta della cattedrale, poi ad ammirare il meraviglioso rosone, quindi ad osservare la pala raffigurante l’Adorazione dei Magi (di Bernardino Luini) e poi la cupola, l’Altare del Crocifisso (particolarissimo il Cristo con barba e capelli veri), lo splendido Altare Maggiore in marmo bianco e l’Altare dell’Assunta, alla quale il Duomo è dedicato.
Anche riconoscere l’armonioso miscuglio di stili (gotico, rinascimentale e barocco) risulta un gioco da ragazzi guidati dalla descrizione dettagliata di Daniela.
E poteva mancare, nel racconto, l’aneddoto curioso? Certo che no!
Sullo stipite sinistro della Porta della rana (lato sinistro della chiesa) è raffigurata un anfibio che, secondo i racconti popolari, segnerebbe il punto raggiunto dal lago in occasione di antiche esondazioni.
Si narra che toccare la figura dell’animale porti fortuna e così, in fila indiana, tutti fanno il gesto scaramantico.
5# Il Teatro Sociale
La visita del Duomo, se fatta nei dovuti modi, richiede almeno mezz’ora. Uscendo dal lato sinistro il giro prosegue lungo il perimetro della cattedrale.

Il Teatro Sociale
Di nuovo si notano piazze, palazzi e scorci interessanti.
Il tour si conclude davanti alla bella facciata del Teatro Sociale, da dove si scorgono bene anche il famoso Palazzo Terragni in stile razionalista e, in alto, l’abitato di Brunate, raggiungibile in funicolare.
Anche in questo caso i racconti della guida alimentano l’immaginazione di chi ascolta.
Pur non entrando nel teatro si riesce ad immaginarsi Giuditta Pasta, celebre cantante lirica del XIX secolo, sepolta a Blevio, mentre si esibisce sul palco di questo teatro. E si scopre che il rinomato Hotel 5 stelle lusso di Blevio è chiamato Casta Diva proprio in onore della celebre cantante che cantò quest’aria della Norma di Bellini e che, nel 1827, acquistò la villa divenuta oggi albergo.
Sono questi particolari a dare colore, forma e vita ai luoghi che si visitano e a imprimerli nella nostra memoria.
Per me, sicuramente, è stata l’occasione perfetta per riscoprire la città.
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