Gennaio 11, 2015 1 Comment Cosa fare, Natale

Il presepe vivente di Sora

collage presepe di sora

Sora non è sul Lago di Como, ma vicino e val la pena fare un giro da queste parti nel periodo natalizio se si ha voglia di assistere ad un presepe vivente fatto coi fiocchi.

Per essere più precisa, Sora è una frazione del comune di San Bartolomeo, in Val Cavargna…una minuscola frazione, praticamente quasi del tutto disabitata, che riprende vita, ormai da 15 anni, in questa occasione.

Io non c’ero mai stata e anche per me è stata una vera e propria scoperta. A rendere la giornata ancor più azzeccata è stata la neve, arrivata proprio mentre con la macchina da Menaggio risalivamo la vallata.

Atmosfera perfetta!

panni stesi

Ed è perfetto anche il modo in cui è organizzato l’evento.

Si arriva a San Bartolomeo, si parcheggia l’auto e si sale su una delle tante navette che, in continuazione, partono per accompagnare i visitatori più a valle, dove ha luogo la manifestazione.

Una volta arrivati, cartina del percorso alla mano, ci si addentra nel cuore del presepe.

L’ambientazione è quella della vita contadina, così oltre a ripercorrere le varie tappe della vita di Cristo, ci si immerge in un mondo fatto di mestieri, costumi e tradizioni ormai passate. E la cosa è davvero affascinante. Si scruta nelle stalle popolate da pecore, capre, mucche e conigli, si sbircia nelle case, si osservano da vicino antichi attrezzi e oggetti.

pentolone

E la cosa è davvero affascinante. Si scruta nelle stalle popolate da pecore, capre, mucche e conigli, si sbircia nelle case, si osservano da vicino antichi attrezzi e oggetti.

coniglio

Sembra di essere in un presepe vero, i personaggi ci sono tutti: ci sono i Re Magi e i pastori con il loro seguito di bestie, c’è il ciabattino, l’arrotino, il falegname e l’ombrellaio, ci sono il lavatoio, le massaie, le stiratrici e le lavandaie.

Il presepe vivente di Sora

E di certo non manca la Sacra Famiglia.

Una curiosità: la compagna di stalla del Bambin Gesù è una vitellina nata proprio la notte di Santo Stefano. E indovinate come l’hanno chiamata? Stefania naturalmente.

vitello

Infine una nota di merito alle prelibatezze che si possono gustare nei numerosi punti ristoro.

salame

Vin brulè a gogò, cioccolata, assaggi di formaggi e salumi e addirittura gnocchi appena cucinati! E delizia delle delizie le frittelle di mele…da leccarsi i baffi!

Per info più dettagliate sull’evento vi consiglio di visitare il sito www.valcavargna.com

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