Lago di Como: Come eravamo

Premessa: ho un papà fotografo.

Per anni si è aggirato per il lago ad immortalare la vita che scorreva, in tempi in cui ogni foto era una scommessa che sapevi d’aver vinto, o perso, solo dopo aver sviluppato l’intero rullino.

Lui scattava, cercava storie da raccontare e le fotografava. Fermava per sempre in un’immagine quei riti e quelle tradizioni che un tempo scandivano la vita, le giornate e le stagioni.

Poi sono arrivata io, con il mio blog e la mia passione per il territorio e la voglia di raccontarlo.

Come poteva andare secondo voi?

Che quelle decine e decine di scatole stracolme di fotografie lasciate ad “invecchiare”, ora diventeranno una finestra spalancata su un “lago anni ’80“, alla quale, se vi va, potete affacciarvi anche voi!

Sarà un appuntamento mensile, alla scoperta di “come eravamo”.

1# L’antico rito della transumanza

Le foto che abbiamo scelto per il primo mese raccontano una tradizione millenaria, il rito della transumanza.

Si tratta di un’antica pratica della pastorizia che consiste nella migrazione stagionale del bestiame dal pascolo in alta quota alle stalle più in basso, e viceversa.

Avete presente?

Io me la ricordo bene! E anche se negli anni è diventato sempre più raro assistere a queste affascinanti sfilate tra le vie dei paesi, la bella notizia è che qualcosa sembra stia cambiando.

Un numero crescente di giovani sta riscoprendo la passione per il mestiere del pastore, mantenendo in vita tradizioni dal valore inestimabile.

Per il territorio questo si traduce in maggior cura delle montagne, produzione di formaggi e prodotti locali d’eccellenza e mantenimento di razze storiche e a rischio estinzione. Qui sul lago una di queste è la Capra di Livo, piccolo borgo sopra Gravedona.

Facile capire perché acquistare prodotti locali diventa così importante! E’ il principio dell’economia circolare, “compro locale e il territorio vive“.

Tutto torna!

A proposito di prodotti del territorio ti consiglio di leggere anche 6 Prodotti tipici imperdibili e dove acquistarli.

Riguardo alla transumanza, un’altra bella notizia è che, nel 2019 questa pratica è stata proclamata patrimonio culturale immateriale dell’umanità! Una chiara dimostrazione di quanto sia importante per un territorio preservare le sue tradizioni!

Nelle foto sono immortalati alcuni momenti dei lunghi cammini che i pastori, in autunno e in primavera, facevano lungo i sentieri delle nostre montagne, per le vie dei paesi, fino a raggiungere e attraversare il lago.

Una volta anche la transumanza tra sponde opposte, a bordo delle tipiche Gondole lariane, era una normale consuetudine.

2# Mestieri di ieri e di oggi

Il racconto di “come eravamo” prosegue questo mese andando alla ri-scoperta di alcuni mestieri tipici del nostro territorio e degli ambienti in cui si svolgevano.

Il bello, anche questa volta è ritrovare in ogni scatto posti più o meno conosciuti, vissuti in modo completamente diverso!

Quello che oggi è uno degli scorci più fotografati della famosissima Greenway, fino a poco meno di 40 anni fa era uno dei punti dove andavi a farti sistemare caffettiere, secchi o paioli dallo stagnino.

Mentre a due passi da uno dei lidi più frequentati del lago (Lido di Ossuccio) si produceva l’olio e sotto i portici dei borghi vicino alle rive la normalità era imbattersi in pescatori indaffarati con reti, ami e pesci. Nelle valli invece (Val Sanagra, Val d’Intelvi, Valsassina) il rumore inconfondibile era quello dei mulini, sempre in azione per macinare grano e castagne e fabbricare utensili.

Alcuni di questi mestieri sono praticamente scomparsi, altri, anche se esistono ancora, si sono trasformati o sono diventati qualcosa di sempre più raro.

Anche in questo caso, guardando queste foto, mi rendo conto di quanto tutto sia collegato: di nuovo, capisco che scegliere, quando è possibile, di acquistare un prodotto del territorio, vuol dire ogni volta contribuire a non far morire antichi mestieri, sapere e tradizioni.

Vuol dire mantenere vivo il territorio stesso. Con tutte le sue diversità e bellezze.

Foto di Antonio Mascaro – Tutti i diritti riservati

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