luglio 10, 2016 0 Comments Cosa vedere, Ville

Villa Carlotta e il suo elegante Oratorio

Chi conosce Villa Carlotta sa che di bellezze ne custodisce parecchie. Non è esagerato definirla un vero e proprio scrigno colmo di tesori: tra villa e giardino non si contano le meraviglie che, nei secoli, a partire dalla sua costruzione, avvenuta alla fine del XVII secolo, sono andate ad arricchire questo luogo.

Ebbene, a tutto questo bendidio è andato ad aggiungersi un altro pezzo da novanta, l’Oratorio Sommariva, cappella di famiglia dei secondi proprietari, riaperta al pubblico dopo decenni.

In realtà il tempietto, dedicato alla Vergine Addolorata, è lì già dai tempi della famiglia Clerici (primi proprietari) con funzione di cappella dedicata a san Francesco Saverio. E poiché il secondo proprietario, il Conte Giovan Battista Sommariva, e il figlio Luigi furono sepolti al suo interno, Emilia Sommariva, moglie di Luigi, volle mantenerne la proprietà anche dopo la vendita ai terzi proprietari, i genitori della Principessa Carlotta, avvenuta nel 1843. Così, nel 1855, l’oratorio venne riprogettato secondo lo stile neo-classico e oggi, dopo essere rimasto chiuso per anni, è stato restaurato e riportato a nuovo splendore.

Visitarlo vuol dire, innanzitutto, conoscere l’aspetto più intimo della famiglia Sommariva. E’ giusto entrarci in punta di piedi, sia per la sacralità del luogo, sia per rispetto verso il profondo dolore che questo edificio rappresenta. Emilia Sommariva, infatti, perse, in pochissimo tempo, marito, figlio e madre e il monumento funebre a loro dedicato è lì a ricordare l’immensa tragedia che segnò la vita di questa donna.

Villa Carlotta, l'oratorio

Soffermarsi ad ammirare le figure scolpite su di esso e leggere le parole dell’iscrizione riportata sulla tomba è un modo per dare un volto e uno spessore ai personaggi che vissero tra le mura della celebre villa. Un modo per conoscerli un po’ più da vicino.

E, attraverso le loro vite, cogliere meglio l’anima del luogo.

Colpisce scoprire che lì è custodito addirittura il cuore della madre della donna…quelli che apparentemente sembrano “solo” dei bei marmi decorati, si caricano così di sentimenti, narrando vicende di vita comune.

Naturalmente il monumento principale della cappella è quello dedicato a Gian Battista Sommariva (suocero della donna), posto sulla parete destra. In questo caso si tratta di un vero e proprio elogio ed esaltazione del ruolo di mecenate ricoperto, con straordinari risultati, dal conte, i cui effetti sono ben visibili nelle meravigliose opere d’arte custodite nella villa. E stiamo parlando di Canova, Hayez e Thorvaldsen, per citare i più famosi.

Villa Carlotta, dettaglio della capella

Quello che stupisce è la sensazione di poter conoscere la famiglia Sommariva più in questo piccolo oratorio che non nella maestosa villa, dove l’attenzione è, per forza di cose, attirata dalle meraviglie artistiche di cui è ricca. Se lì quasi ci si dimentica del fatto che un tempo quelle stanze furono teatro di vite, gioie e dolori, ammaliati dalla bellezza di opere come Amore e Psiche, Palamede o L’ultimo addio di Romeo e Giulietta, in questa piccola chiesetta sono invece proprio i personaggi a “parlare”.

Eppure anche questo piccolo oratorio, dall’atmosfera avvolgente e raccolta, è un luogo estremamente elegante e ricco di capolavori artistici. E il mio consiglio è di goderseli tutti!

I dettagli da non perdere sono molti: bassorilievi, statue allegoriche, sculture, affreschi. E’ un vero trionfo di marmo bianco di Carrara! Bello anche il cancello della balaustra dell’altare, del cesellatore Giovanni Bellezza.

Villa Carlotta, la capella

Insomma, si può dire che un pezzo importante del puzzle di Villa Carlotta è stato finalmente “ritrovato” e il quadro è ora completo!

A proposito, se siete interessati alla visita, basta contattare in anticipo la villa o la parrocchia di Tremezzo. E il gioco è fatto.

 

Salva


Share: