luglio 2, 2016 0 Comments Cosa vedere

Tour di Como in compagnia della guida Daniela!

Poche volte nella mia vita ho avuto il piacere di visitare un luogo accompagnata da una guida pronta a darti una spiegazione per ogni cosa che ti si presenta davanti agli occhi. Sono più una turista fai-da-te, di quelle che, piantina e guida cartacea alla mano, si aggira per la città ed esplora il territorio sulla spinta dell’improvvisazione e dell’istinto.

Eppure essere guidati tra le bellezze di un luogo da una persona esperta è un vero e proprio piacere, che almeno ogni tanto bisognerebbe concedersi. Tutto quello che bisogna fare è ascoltare: non bisogna preoccuparsi di scegliere cosa visitare, orientarsi tra le vie, leggere quantità di parole per cogliere l’essenziale di quello che si visita…più nessuna fatica! Resta solo il divertimento di farsi raccontare quello che si ha davanti agli occhi.

Per questo non ho esitato neppure un attimo quando ho ricevuto l’invito a seguire la visita guidata di Como da Daniela Rampoldi, al seguito di un arzillo gruppo di francesi! Per me è stato come visitare Como per la prima volta!

Visitare Como con la guida

Ma cosa visitare dunque a Como?

Ecco cosa consiglia la guida!

1# Prima tappa: Piazza Cavour

Come punto di partenza è perfetto, quasi fosse il salotto di casa dove la guida dà il benvenuto ai suoi ospiti, rompe il ghiaccio e fa le presentazioni della città, che fu fondata da Giulio Cesare in persona, tra il 59 a.C. e il 49 a.C. E da quel momento la sua storia non si è più fermata.

Attorno alla piazza la vita scorre e sontuose facciate di palazzi e alberghi guardano immobili cosa succede ai loro piedi. E’ anche il luogo perfetto per ammirare il lago e le montagne che lo circondano. Grazie al racconto di Daniela si va oltre a quello che si vede e si scopre che in passato qui sorgeva il porto della città. Scoprire questo fa capire meglio perché, dopo abbondanti piogge, il lago qui esonda facilmente…non fa altro che cercare di riprendersi uno spazio che era sempre stato suo :-).

Questa piazza, circondata da bar, gelaterie e rinomate caffetterie, è anche il luogo giusto per capire meglio dove ci si trova, la conformazione del lago e la struttura della città, prima di addentrarsi tra le sue vie.

Como cosa visitare Piazza Cavour

2# Seconda tappa: Piazza Volta

Dopo le presentazioni è giusto capire meglio di cosa si sta parlando e iniziare quindi ad esplorare e conoscere da vicino i luoghi e i personaggi che hanno fatto la storia di questa città.

Como cosa visitare Piazza Volta

La piazza dedicata ad Alessandro Volta è il pretesto perfetto per fare la conoscenza dell’inventore della pila. A Como, affacciato sul lago, c’è anche il Tempo Voltiano, da visitare se la storia del famoso scienziato vi incuriosisce particolarmente. Anche la guida ne fa cenno, come ad altre attrazioni della città che, per ragioni di tempo, non sono comprese nel tour. Così facendo stuzzica la curiosità di chi la ascolta e aiuta a farsi un quadro più completo e dettagliato di ciò che si può visitare a Como…facendovi venire voglia di tornare per vedere il resto. Ottima mossa di chi sa fare bene il proprio lavoro 🙂

3# Terza tappa: La Cortesella

Questa è una chicca, uno di quei luoghi o angoli ben noti a chi vive qui, molto meno a chi è di passaggio. Si trova proprio alle spalle di Piazza Volta ed è il quartiere della città che anticamente, assieme a Piazza Cavour o meglio al porto, costituiva il cuore commerciale di Como.

Aggirarsi tra le sue vie, cullati dai racconti di Daniela, aiuta ad immaginare come doveva essere in passato questo quartiere, oggi per buona parte demolito e ricostruito ex novo, e a vedere con altri occhi quelle che altrimenti ci sembrerebbero semplicemente delle belle facciate di normalissime abitazioni.

Città di Como cosa visitare la Cortesella

4# Quarta tappa: il Duomo

Forse questa tappa, di tutto il tour, è stato il luogo dove aver avuto un accompagnatore che guidasse il mio sguardo ha fatto la differenza! Grazie alla guida è stato semplice capire su cosa soffermare l’attenzione tra le tante meraviglie di cui è ricca la Cattedrale.

Ecco che allora le decine di decorazioni della facciata prendono forma e la lettura delle singole figure porta a comprendere il messaggio raffigurato, ossia il passaggio dalla vita terrena alla Resurrezione.

Anche all’interno i tantissimi dettagli acquistano un significato e così l’occhio nota la pianta della Cattedrale, si alza ad ammirare il meraviglioso rosone, si sposta ad osservare la pala raffigurante l’Adorazione dei Magi (di Bernardino Luini) e poi la cupola, l’Altare del Crocifisso (particolarissimo il Cristo con barba e capelli veri), lo splendido Altare Maggiore in marmo bianco e l’Altare dell’Assunta, alla quale il Duomo è dedicato. Anche notare e riconoscere l’armonioso miscuglio di stili (gotico, rinascimentale e barocco) risulta un gioco da ragazzi guidati dalla descrizione dettagliata della guida.

E poteva mancare il l’aneddoto curioso? Certo che no! Sullo stipite sinistro della Porta della rana (lato sinistro della Cattedrale) è raffigurata un anfibio che, secondo i racconti popolari, segnerebbe il punto raggiunto dal lago in occasione di antiche esondazioni.

Naturalmente si narra che toccare la figura dell’animale porti fortuna e così, in fila indiana, tutti fanno il gesto scaramantico.

5# Quinta tappa: il Teatro Sociale

La visita del Duomo, se fatta nei dovuti modi, richiede almeno mezz’ora (ma anche più). Uscendo dal lato sinistro il giro prosegue lungo il perimetro della Cattedrale. Di nuovo si notano piazze, palazzi e scorci interessanti.

Il tour si conclude davanti alla bella facciata del Teatro Sociale, da dove si scorgono bene anche il famoso Palazzo Terragni e, in alto, l’abitato di Brunate, raggiungibile in funicolare.

Anche in questo caso i racconti della guida alimentano l’immaginazione di chi la ascolta. Pur non entrando nel teatro si riesce, con la fantasia, a vedere Giuditta Pasta, celebre cantante lirica del XIX secolo, esibirsi sul palco di questo teatro. E si scopre anche che il rinomato Hotel 5 stelle lusso di Blevio è oggi chiamato Casta Diva proprio in onore della celebre cantante che cantò quest’aria della Norma di Bellini e che nel 1827 aveva acquistato la villa divenuta oggi albergo.

Sono questi particolari a dare colore, forma e vita ai luoghi che si visitano, imprimendoli nella nostra memoria.

Insomma, un bell’assaggio della città, sia per chi ci viene da turista, che per chi ci vive.

 

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